Pratiche di consapevolezza per rallentare, osservare e ritrovare presenza, calma e stabilità.
Riconoscere ciò che accade e trovare equilibrio nel cambiamento, senza opposizione.
I corvi che sembrano fluttuare senza direzione, simboleggiando il paradosso del movimento: non importa dove volino, sono sempre qui. Non c’è una meta precisa, né un punto di arrivo evidente: il campo si estende all’infinito, offrendoti un sentiero che conduce a un’unica destinazione – te stesso.
Il futuro nasce da gesti minimi ripetuti nel presente.
Le spigolatrici non pianificano: raccolgono, una spiga alla volta.
I pensieri scorrono come una cascata: continui, potenti, inarrestabili.
Possiamo restare nel flusso ed esserne travolti, oppure fare un passo indietro.
Da una distanza sicura, il rumore resta, ma non ci confonde.
La mente vaga tra passato e futuro, rimuginando e giudicando senza tregua.
Così perdiamo il presente, schiacciati da rimpianti o proiezioni.
Il viandante si ferma: non cerca risposte, resta nel silenzio della nebbia e il qui e ora torna accessibile.
La chiarezza non nasce dallo sforzo,ma dall’attesa paziente e dall’osservazione consapevole.
La mindfulness comprende una serie di esercizi, chiamati pratiche, che aiutano a riconoscere il confine tra mente e corpo, osservando pensieri, sensazioni ed emozioni così come si presentano.